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22nd March 2004
10:51am:
anzi: PenZieri. 13....e poi accade che un sabato sera, mentre si inizia domenica notte, ti vedi battere pezzi a Floriana [con prese raffiche d'elettrofrasi scotte] ad un ricorrente party di primavera...olio.ora quel che scriverò dopo non darà attendibilità a quel che ora vi posto, ma è proprio così: fatt'è che da almeno cinque anni mi riproponevo di sconfiggere definitivamente il burro e di relegarlo nel limbo delle inutilities, e questo affrontandolo sul suo stesso terreno. 'sto we, complici degli alti e bassi impressionanti, e di frequenza ignota ad una donna, vincolata all'umoralità dei propri cicli mestruali che io, modestamente, sconfiggo alla stragrande compiendo il periplo degli umori possibili in meno di mezza giornata, ho affrontato la prova: fare il soufflè senza burro. con l'olio di semi [ci riproverò, anche se temo sia troppo forte di sapore, con quello d'oliva]. soufflè al parmigiano. la cosa non è semplice e non c'ho le foto ma: si fa'. e viene squisitissimo, gonfio e leggero come una brezza primaverile. quindi ho chiamato mia nonnina piemontese, pinerolese, e ho sboroneggiato. ecco, la cosa che vi farà perdere fiducia in questo, che è un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per la mediterraneità, è che a me il sufflè al parmigiano [con l'olio non è più soufflè, chiaramente.] piace con la marmellata d'arance. prefetti.la repubblica non m'ha mai dato soddisfazioni. i prefetti sì. oscurarono le tv al merda, quel tipo che si sta mettendo in tre quarti nei cartelloni pubblicitari per evitare i nasi rossi a bomboletta che, comunque, immancabili, fioriranno sulla sua campagna per le europee. e adesso quello di viterbo dice che i controlli e le multe per eccesso di velocità in una data zona le potranno fare solo polizia e carabinieri. i vigili no. perchè non sanno giocare, fanno casino e allora via il giocattolo e a letto senza cena. perchè in effetti i comuni ed i loro marrani hanno rotto il cazzo. 'sta tecnica di rimpinguamento delle casse con 'ste specie di dazi ai cittadini che percorrono statali e provinciali ha stufato. dalle nove alle diciotto ti multano a raffica, fuori dal loro orario fai come ti pare. tanto mica è per la sicurezza: è per far cassa. c'è un comune che si sostenta con i cento metri di salaria che per sbaglio comprende. m'hanno fregato tre volte. cento metri, eh. praticamente un dazio: un fiorino! meglio gasparone, allora, almeno quando ti chiedeva "o la borsa o la vita" potevi tirargli una pistolettata. galli della loggiadice galli della loggia su sette che quello repubblicano fu il peggior fascismo. filo hitleriano. nei fatti fu certamente filo hitleriano, ma come fascismo, come fu? fu di sinistra. un po' per le mine sociali che intendeva porre, ovvero provvedimenti di sinistra che la sinistra stessa avrebbe avuto difficoltà non solo a superare, ma anche a rimuovere. un po' perchè libero da corona e poteri economici cominciò per la prima volta da vent'anni ad essere se stesso. mica che non concordo col galli della loggia, eh, solo che so' pignolo. è primavera.oggi senza soprabito. solo giacca. perchè è primavera. dice che fa freddo. non è vero. è primavera. non fa freddo. dice ma guarda che stai battendo i denti. ok. vero. ma non è certo per il freddo: è primavera. e sono sereno. perchè va tutto bene. dice... ah, no, non dire niente: sono sereno. hzl.non ti somigghi per niente. ;)
18th March 2004
2:19pm:
Grizi. le cose vanno. ho gli occhi un po' a fessura, ma le cose vanno. tutto così diverso da quel mio compleanno di fine millenio. quello che passai sulle scalette con le palme a coprirmi il volto. a nascondere la disperazione. il lavoro c'è, manco va male. s'esce di sera. non mi piaccio, ma nemmeno mi spiaccio. leggo meno. guardo un casino la tv. non quello che fanno: i riflessi azzurrini. nel frattempo penso ai cazzi miei. a cosa pensi? mi chiese. risposi che non riesco a dire quello che penso. i pensieri profondi, dico. se devo cacare e lo penso riesco a dire: "penso che devo cacare". ma gli altri? a che pensi? risposi, quel giorno, che guardo le stelle. le hai mai guardate le stelle? come fai a descrivere "guardare le stelle"?. dici, no, guarda, sto osservando dei puntini bianchi, giallini, rosati. ma non rende. a che pensi? guardo le stelle. non si racconta. o lo sai o crepa. si crepò. s'incrinò. il rapporto, dico, non lei. lei anzi. non sto male. significa che non sto bene. che ho paura. sempre avuta paura. tanta. della gente, di domani, di me. di non coincidere con l'immagine mentale che ho di me. di allontanarmi da quella ideale. ma non sto male. certo, me ne sbatto di più. forse comincio a prendere gusto a far coincidere quello che sono con quello che sembro. una specie di sfida. poi vabbè, c'è tanto delirio. sbaglio. mi chiudo con me stesso in lunghi periodi in cui non ci sono angeli. non c'è salvezza. m'immergo in uno stige di pece. non sono vivo. non sono morto. non sono. nscondere i problemi sotto al tappeto, hai detto ieri sera. cerco sotto al tappeto. non ci sono. come li nascondo se non li conosco. o riconosco? i miei problemi sono sirene cui non interesso. fantasmi dei quali odo solo il tintinnar di catene. quali problemi? averceli i problemi. averci un nemico. torni e con te torna l'atmosfera. quell'atmosfera pesa di anni fa. e quanto mi sarebbe facile scivolarci dentro come in una vasca densa di sali da bagno. cose note, consolidate: problemi. torni, ma forse non te ne sei andata mai. e nel ricordo, eri meglio. dal vivo hai un gran bel culo, però. arriva la primavera, and i feel that's coming a crisis of mine.
8th March 2004
3:00pm:
siamo fatti di stelle, concordo. senti, ma io ci dovrei provare con 'sta tipa dopo mezz'ora che te la stai smanettando? no dico? no, perchè magari non è che mi fa senso, ma sono circa le cinque di mattina e c'ho più sonno che voglia di scopare. dice che gli hai slacciato la cinta e non se n'è accorta. dice che s'è rifatta le tette. s'incuriosisce circa il fatto che una pompa m'arimbalza. c'ho sonno franz, e domani al cell ti dirò che non le ho chiesto di salire da me. per vari e pesi motivi. però magari se mi ci facevi giocare un po' magari. ma non mi prende troppo, eh. no. mi pare che il suo tra le righe sia più angosciante del mio. sì, franz, troppo cerebrale per lasciarsi andare, scritta per me. lo so. che ci devo fare? però cazzo sei 'n porpo. avessi detto qualcosa di troppo. alzata la voce. ti mandavo affanculo senza manco passare dal via. e invece sei fottutamente diplomatico, bastardo. e il tuo lavoro lo sai fare bene. aribbastardo. e così hai sparso merda senza neanche schizzarti. ci tenevo. avevo passato una notte bianca a pensare di tornarmene sui monti. dipingere. scrivere. portare da mangiare ai cani. senza bisogni indotti da 'sto modo di campare. senza tavolo ai locali. senza cene di pesce. senza additivi. forse addirittura con più fica. con bocca più buona. e funzionava. casa in affitto a roma e alè. due soldi e nessuno a rompere i coglioni. e allora eccoci quì. a restarci. stercorario che non sono altro. stercorario che altro non so fare. bisogna uscire da questo posto. amo madonna. non lo dico mai. sembra troppo scontato. e prima o poi. oggi è poi. madonna per me ha cambiato il mondo come una santa laica. nostra signora dei deliri. la prima in completini sadomaso ad entrare in casa alla gente. baci saffici. calci in culo a 'sto sistema. dici che è sciò biz? magari sì, ma per una volta va dalla parte giusta. e adesso sto pezzo. i got u under my skin. lo so che è una citazia. ma il senso è nuovo, diverso. lo vedi dal video. lei col vestitino anni cinquanta. perfetta. sopra un mondo di rovine: reale. sotto un mondo a fiori: metafisico. e allora mo' te lo dico il senso. io ho me stesso sotto pelle. un mondo mio dal quale nessuno mi schioda. anche se intorno è solo furore e orrore e dolore. ci sono tante domande e non c'è una sola soluzione. ma io ti ho. sottopelle. non lo so che c'ho. mi sembra come se tutto debba finire. mi sembtra che tutto si sostenga su fragili impalcature. frasciche mparcature. e non me ne frega un cazzo. di macerare vie d'uscita in soluzioni lacrimose. né di arredare il tunnel con specchietti e lucine. fotte cazzi. c'ho sempre sonno, porcoddue. la gente è sempre più vicina. c'ho zero voglia di compromesso. è la freeeeeeeenaaaaata che precede il temponamento. quando stringi culo denti e volante aspettando il: booooootttttttto! però io ti ho, under my skin. nonostante anche il più profano e squallido similamore muore al solo guardarmi: sono una medusa di ghiaccio: in campana ciccia che ti bruci. ti marmorizzi. rimani una deficente di pietra nel mio teatrino della memoria. nonostante potere e pecunia mi puzzino. mi puzzano. fetano. danno il vomito. poi però per il resto tutto bene eh. mi sono rifatto crescere i baffi. c'è il sole. sto sotto. dall'altra parte. tra i fiori. quello che vedi non è. non è vero. nulla è vero. non è vero niente. cercami di là.
2nd March 2004
10:57am:
blu. "capito dove?". no, non ho capito: "no, dove?". "come dove? ma mi senti? lì da coso, lì...". "ah, lì?", che facce sto facendo? calma. flemma. "eh, capito?". "certo, al mare no?": devo aver sbagliato: mentre rispondo storce la bocca e strabuzza gli occhi. 'na maschera teatrale greca. ma da dove esce fuori? "ma come al mare? si parla d'andare a sciare, cazzo.". oh oh, ha detto *cazzo*. "ma dai scherzavo, no? certo che ho capito, da te, in montagna.". "ma a che pensi?". "pensavo che... senti, ci vediamo san remo dal franz?". "ok. pizza?". "magari faccio un primo io. invita l'amica di quella nuova. senza sottolineare san remo, eh...". "ok.". scendo. l'aria è fredda e la luna rende fluorescente monte cavo innevato. accendo l'auto. io a sciare non c'ho mica voglia d'andarci.
25th February 2004
3:36pm:
copiato da sothis. 1 - Ti mangi le unghie? sì, parecchio. 2 - Cosa non deve mancare nel frigorifero o nella dispensa di casa tua? crackers. 3 - Preferisci il dolce o il salato? salato. 4 - Porti anelli? Se sì, quale dito? mica so' mughini. 5 - La cosa più imbarazzante che ti è successa? tante. una per tutte precipitare in un fosso appena sceso dalla seggiovia davanti al bar dei vip cacciando l'urlo della morte. avrei preferito morire. 6 - Hai mai vomitato addosso a qualcuno? a me stesso, svariate volte. 7 - Ti piace più la carne o il pesce? pesce. 8 - Vorresti sposarti o convivere? per come sto mi baterebbe un rapporto superficiale. 9 - Come deve essere caratterialmente la persona che ami? paziente. 10 - Hai mai mandato a quel paese qualcuno? mai chi se lo meritava. 11 - Ti è mai capitato di fare da "gancio" per aiutare un amico a mettersi insieme a qualcuno? boh. 12 - Il tuo animale preferito? i cani, anzi le tartarughe. 13 - Quale personaggio televisivo non sopporti? manunzio costanzo e tanti altri. 14 - Cosa fai quando sei triste? piango a secco. 15 - E quando sei felice? abballo. 16 - Bin Laden è vivo o morto? è irrilevante. 17 - Quante lingue sai parlare? se sono ubriaco anche alcune lingue morte, da lucido mastico inglese, mi faccio capire in francese e in spagnolo. 18 - Il tuo professore preferito? una d'italiano che mi faceva sesso da morire. bruttina, ma so' strano in fatto di donne. 19 - Hai mai avuto professori strani? vengo dal cine tv. detto tutto. 20 - Hai amici pervertiti? no. ma che mi danno del pervertito sì. 21 - Fai tu la prima mossa o aspetti che siano gli altri? aspetto. 22 - La foto più bella che hai? una di mio fra ad una scogliera irlandese. 23 - Cosa hai mangiato oggi? riunione: caffè. 24 - Hai mai tradito? mai la fiducia. 25 - Il regalo più bello che hai ricevuto? moto a sedici anni. 26 - Sai cavalcare? eccerto. ma non salto. 27 - Dì le prime 3 parole che ti vengono in mente: sole cuore amore. 28 - Il peggior voto che hai preso? 1-- a latino. tradussi "sphinx orribile visu" con la sfinge dal volto orribile. sputtanamento totale. 29 - Ti piace fare sorprese? eh. 30 - La telefonata più lunga che hai fatto? boh. 31 - Qual è il sogno che fai più spesso? i labirinti. 32 - Da piccola/o, qual era il tuo cartone animato preferito? gundam. 33 - L'ultimo film visto al cinema? forse due anni fa. 34 - Usi la penna a sfera o a inchiostro liquido? le penne le frego. 35 - Hai mai fatto pazzie per amore? credo di sì. 36 - Dici spesso le parolacce? uh. 37 - Come prendi la pizza di solito? napoli. 39 - Ti piace andare in discoteca? : uh. 40 - I tuoi genitori sono all'antica? papà è dell'ottocento mammà no. 41 - La cosa che ti attira di più in un ragazzo? fascino. non si spiega. 42 - Ti sei mai innamorata di una persona bastarda dentro? no. 43 - Condividi la tua camera con qualcuno? coi fantasmi delle occasioni perdute. 44 - Cosa hai fatto oggi? la puttana dei potenti. 45 - Cosa ti piace fare d'estate? dipende. 46 - E d'inverno? dormire. 47 - "Carpe diem", cosa ti dice? niente. 48 - Meglio fare la doccia o il bagno? dipende. 49 - Che fai sabato sera? questo? mi diverto tanto. 50 - Preferisci ricordare o essere ricordato? ricordare. dimenticare mi terrorizza. 51- Collezioni qualcosa? tartarughe di materiale vario. ne ho 8. per dire. 52 - Qual è il tuo cantante italiano preferito? tanti. guccini. 53 - Sei superstizioso? a volte. 54 - Il tuo dolce preferito? zuppa inglese. 55 - Cosa stavi facendo un anno fa in questo periodo? stavo uguale. 56 - 3 aggettivi per descriverti? a detta d'altri perverso tossico e inaffidabile. ma sono menzogne. 57 - Si è mai realizzato un tuo sogno? più d'uno. 58 - Hai sorelle e/o fratelli? si. 59 - C'è una canzone che esprime il tuo stato d'animo in questo momento? l'ultimo cd della nannini. 60 - Com'è il tuo costume preferito? da piscina. ma sopra calzoncini con le tasche. 61 - Hai mai odiato qualcuno? tanti. 62 - Stai aspettando qualcuno? la Lei Salvifica. come arriva la gonfio. 63 - Qualcuno parla male di te ingiustamente, che fai? me ne frego. sono contento. esisto. 64 - Mutande oggi? boxer cotone elasticizzato grigi. 65 - Cambieresti qualcosa del tuo passato? certo. 66 - Hai qualche spasimante? ha-ha-ha. 67 - Come devono essere gli occhi della persona che ti piace? come descriverli? 68 - Preferisci i jeans o i pantaloni da tuta? ginzi. 69 - Che dentifricio usi? quello che ho comprato per ultimo, 70 - E quale bagnoschiuma? shampoo. 71 - Sai suonare qualche strumento? no. 72 - Ti hanno mai dedicato una canzone? no. 73 - Qual è il tuo frutto preferito? ananas. 74 - Ti metti il burrocacao? no. 75 - Tanga o slip? Boxer o slip? li uso entrambi. 76 - Porti gli occhiali da vista? niet. 77 - Preferisci il giorno o la notte? la notte. 78 - Sai nuotare? si. 79 - Hai parenti all'estero? non che io sappia. 80 - Progetti per il futuro? diventare un bambino come tutti gli altri. 81 - Come lo prendi di solito il gelato? zabaione. 82 - Hai mai fatto scherzi telefonici? da piccolo. 83- Qual è il tuo fiore preferito? camelia. 84 - Le tue misure? lasciamo perdere. 85 - E' troppo lungo questo questionario? no.
24th February 2004
2:16pm:
buh!. insomma è shu verso 'na cert'ora. bene. son contento.
23rd February 2004
2:29pm:
ascoltando Idea '77. con le mani sporche di buio, in un giorno d'acciaio. coordinate d'alcun dove. Mentre intorno c'è la sera, e vicino a te qualcuno sta parlando di qualcosa.... Tu respiri la tua vita coi polmoni che si riempiono di Coca Cola... in questi anni diacci, di penZieri pagliacci, è solo acqua quel che piove. ma la gente "ti sta' attorno" "ti controlla" devi stare "attento" non ti puoi permettere certo di volare via col vento non avrebbe "senso"c'è disordine negli scaffali aristotelici, e polvere. la realtà ti preme addosso ce l'hai sopra ce l'hai sotto ce l'hai tutt'intorno tu sei chiuso nel tuo guscio ma la cosa non potrà durare ancora moltoun biglietto sul comodino: per hide, da parte di jeckill: "fa meno lo stronzo.".
13th February 2004
4:02pm:
occhi. insomma succede che mi piglia st'infezione agli occhi. sì lo so fa schifo. fatto sta che dopo tre giorni che giravo come rocky balboa alla fine dell'incontro, oggi sono di nuovo *guardabile*. ma c'ho avuto paura, eh. in banca non credo mi sarebbe capitato. ma io con le banche non ci voglio più lavorare. e amen. poi c'è che le ultime settimane sono state piuttosto movimentate. e sono stanco. e c'ho voglia di non averci più voglia. per cui mi sa che mi curo di più. nel senso che non mi sbatto per un po'. poi vedremo se è così o no. poi basta.
10th February 2004
2:22pm:
jochillo. domande di kn. 1) Ci siamo accorti tutti del fatto che sei un romantico. Qual e` la cosa piu` folle che hai fatto per amore? sposarmi. 2) Il tuo modo di scrivere emoziona molti. Sappiamo che il piu` delle volte scrivi di getto, ma lo stile e` spontaneo o e` costruito nonostante tutto? Quanto di quello che scrivi e` un modo per parlare di te senza avere l'impressione di sbottonarti troppo? ci sono delle robe che limo per magari tre ore. robe corte. di solito robe con dentro "electric taste" o "abisso&fiamma". le robe che si capiscono meno. ma ne scrivo poche ultimamente perchè non sto male. non sto molto male. altre robe vanno giù lisce, sfondoni compresi. per quanto riguarda l'altra domanda: scrivo solo di me o cose mie, e ogni volta mi sembra d'essermi sbottonato troppo. 3) Il lj e` un posto dove fare chiacchiere e scambiare opinioni o pensi che se avessi bisogno di un amico, di un sostegno, qui potresti trovarlo? penso che se ne avessi bisogno non mi verrebbe di cercarlo quì. e comunque non sono il tipo che chiede aiuto. per abitudine, più che altro. è che il danno non mi spaventa. 4) Sembra che il tuo lavoro ti piaccia, nonostante i suoi problemi, ma nei tuoi sogni che lavoro fai? nei miei sogni non faccio niente: mangiucchio, leggiucchio, scrivacchio, dipingo, giochicchio, fumicchio, mi droghicchio, perdo tempo, vado a nuoto la mattina. nei miei sogni c'ho la vita larga. non per nulla gioco il superenalotto e m'incazzo tantissimo ad ogni estrazione. me la prendo come un fatto personale. come se complottassero per non farmi vincere. strappo il biglietto mugugnando e agitando il pugno contro il televideo. e anche un'oretta dopo c'ho momenti di mugugno residuale. 5) Dicci qual e` per te il traguardo piu` importante che hai raggiunto. quando lei m'ha detto che il suo più grande sbaglio è stato perdermi. lì ho goduto pesante. poi stare con una donna più bella e affascinante e *etc* di quanto mai avessi sperato. storia breve, ma del resto una volta arrivati sull'everest non è che ci si passa la settimana, eh. della carriera, quella poca, fotte cazzi. MEME RULES 1 - Leave a comment, saying you want to be interviewed. 2 - I will respond; I'll ask you five questions. 3 - You'll update your journal with my five questions, and your five answers. 4 - You'll include this explanation. 5 - You'll ask other people five questions when they want to be interviewed.
5th February 2004
10:45am:
sete d'anima. non è scopare. sono sincero. a non scopare t'abitui. ogni tanto becchi una, una sera, ti strusci o qualcosa di meglio, e passa. passa, insomma non passa ma vai avanti. peccato c'è mancato proprio un soffio... proprio poco... peccato, fossi stato un altro viaggio chi lo sa? ma voglio l'anima... cercavo l'anima...non è nemmeno trovare qualcuno a casa, non la cena, eh, come pensavo un tempo, qualcuno. no, non è nemmeno quello. anzi, certe sere arrivo incazzato e sono sicuro che romperei i coglioni fino a litigare. tra le lenzuola resta quel furore senza fiato che basta ai nostri corpi e sazia ogni fantasia ma voglio l'anima... volevo l'anima...non è qualcuno con cui dormire. ormai sono abituato al due piazze e mezzo: sarebbe uno strazio. e poi dormo ad orologio: come la lancetta delle ore sul quadrante dell'orologio faccio almeno un paio di giri ogni notte. la vedo dura. certo, con qualcuno che t'abbraccia, da abbracciare, si dorme, mi pare id ricordare, benissimo. però mo' mi so' abituato a dormire poco e male, quindi non è qualcuno con cui dormire. e venivi dalle mani, volevi dalle mani: peccato originale... che volevi dalle mani, sentivi dalle mani: peccato originale volevo l'anima... Intanto piove polvere nei fossi e sui binari dai muri di dublino sul mio filo la tua scia... volevo l'anima... ho sete d'anima...non è neanche qualcuno con cui uscire. c'è 'sta banda d'amici, fratelli: stiamo a catena da secoli: c'esco bene. e poi certe sere, dai, alle tre io vorrei andarmi a fare ancora un locale, facile due, e lei se ne andrebbe a dormire in macchina, o si piglierebbe un tassì, o litigheremmo e la porterei a casa. io incazzato. e poi: o è piccina o a ballare tutta la notta una di trent'anni ce la porti? beh, 'na debborah forse si. poi penso che in fondo io sono una debborah. vabbè, 'sto paragrafo è contorto, comunque: non è neanche qualcuno con cui uscire. forse al cinema, ecco, al cinema non ci vado che non ho gli stessi gusti dei miei amici. o al cinese, che il boss se solo lo propongo gli piglia male. però: ti puoi mettere con una perchè ami il cinema o la cucina etnica? na. e cigola anche il cuore, se lo lascio andare via. peccato fosse un giorno strano, o solo una bugia. volevo l'anima... io bevo anima...non è nemmeno l'idea di una famiglia. questo è un po' stupido, capisco, ma comincio a sentirmi vecchio e l'idea di fare figli non mi prende più tanto. questa però è una stupidata. è che una famiglia classica mi sa che non la reggo più. non c'ho costanza. e poi ce l'ha mio frà. dici è un surrogato. sarà, ma io se penso famiglia guardo indietro, e non avanti. boh. certo, figli. però io a pulire cacche mi ci esaurirei, eh. e poi: un annetto di fidanzamento, che ci si vede poco. poi convivenza, almeno sei mesi, nove mesi per il pupo: c'ho 37 anni. na. e venivi dalle mani, volevi dalle mani: peccato originale che volevi dalle mani, sentivi dalle mani: peccato micamale volevo l'anima... ho sete d'anima...ecco, invece quello che mi manca è l'anima. e l'anima te la può dare solo la tua donna. in momenti di grande simbiosi, comunanza, aderenza. è una cosa che manco ricordo più bene. ma bella, insomma. che riempie. che fortifica e ti fa uscire di casa la mattina con uno "sticazzi" più convinto. l'anima, quella sì. senza rileggere che non c'ho voglia.
4th February 2004
3:52pm:
per dire. tel. come va? bene. te? pure. com'è andata poi in barca? bene. assai. me ne voglio andare lì. pure io. come pure io? eh, pure io e la piccola. se, vabbè, te a spalmare la crema alle turiste e la piccola a fare le treccine? sììììì! te sei scema forte. dai. ok. vieni da agata sabato? ma sei fuori? ma agata chi, la polacca che c'avevamo? noooo, agata quella che viveva con noi sulla tiburtina. ma va? campa ancora? s'è sposata. ah, beh, si separerà. che stronzo. sempre. no, comunque non vengo. poi non so com'è successo viene lei domenica. non so com'è successo. vabbè, vieni con tua figlia però, eh. eh? sì, dico con lei, così stiamo tranquilli. risate.
11:12am:
cucino me. tipo che viene una persona speciale a cena. specialissima. un pezzo di me. non la cistifellea, il cuore è troppo scontato, diciamo che è un rene. e allora dice, ci cucino! certo. robine speZiali. e decido che si fa una zuppa di scampi con filetti di sogliola e san pietro. alla faccia del cazzo. tipo che metti in padella una cipolla con un po' d'olio, cuoci lento per non scurirla, poi pomodori a pezzi spellati e senza semi, tipo sei di quelli di media grandezza. fai restringere e poi metti gli scampi. fai cuocere un sei sette minuti, levi. sgusci gli scampi e metti le code sgusciate a pizzo. le teste ed il resto, compreso il sugo, tutto allo schiacciapatate. il sugo risultante torna in padella e dentro ci metto i filetti di sogliola [che è fecile da sfilettare] arrotolati su se stessi, abbastanza lenti, ed il san pietro sfilettato a pezzettoni. cuoci. quando hai finito rimetti le code di scampi, un cucchiaio [a me basta 'chè mi si addensa, ma al massimo ne metterei due] di panna liquida. pane casareccio tagliato sottile al forno, come crostoni nella scodella [io non ce le ho ma fanno fico quelle alla francese che mo' non vi sto a spiegare] e sopra 'sta zuppa. 'na cosa che tanti auguri. stappo una vedova e alè. certo che dopo non si scopa: la persona è mammà. che vi credete che mi metto a cucinare per le tipe? tsk. 2 ore e mezza di preparazione, ma io sono lento. vicino a 'sta cosa: patate lessate con la buccia, spaccate a metà e scavate, soffritto cipolla salmone prezzemolo e la patata scavata mescolate a riempire. amen. mi sono sempre incazzato, eh, che c'avevamo di parlare di roba di famiglia e mia mà che parla di mio pà mi fa venire le crisi epilettiche, però almeno mentre mengiava stava zitta. frase: "ma te alle donne gli fai 'ste robe quì?". "io sono sempre più un monaco, mammà.". "ah, ecco.".
28th January 2004
5:52pm:
suami. in testa quell'odore. sintesi. fili scoperti. corti. de nuevo tu. lctrctst. brucio a freddo. niente fumo: odore di fumo. evitare assolutamente di porsi alcuna domanda: potrebbe sorgerne spontanea un'altra: poi un'altra: alla fine la risposta: pirla. gli specchi mentono, bugiardi nati. quello che vedi è apparenza: è scimmia di quel che dovrebbe. quel che dovrebbe, ove fosse, necessiterebbe di un oltre. bisognerebbe capire. quale il momento esatto. in cui all'angelo si spezzò un'ala. occorre pizzicarsi, e forte: appurare che questa sia la vita. e chiedersi: il resto dov'è. e pretendere sempre il resto, niente mancia e vaffanculo. non mi capisco manco da solo, se può consolare. m.
27th January 2004
5:01pm:
s - c - l - e - r - o. driiiin! - pronto? - no. - pronto? marco? - no. - scusa non sei marco? - no. - ma marco, aho? e dai... - cosa? - eh? - no. - marco? - non c'è. - ma quanto sei stronzo. - tanto. click. driiiin! - no. - ma sei scemo? - no. - senti ci risentiamo eh... - no. click.
26th January 2004
4:58pm:
guccini stralciato. (...) e poi e poi, se ti scopri a ricordare, t'accorgerai che non te ne importa Gniente. e capirai che una sera o una stagione sono come lampi, luci accese subito spente. e capirai che la vera ambiguità è la vita che viviamo, il qualcosa che chiamiamo esser uomini, e poi, e poi, quel vizZio che ci ucciderà non sarà fumare o bere, ma quel qualcosa che ti porti dentro, e cioè vivere, vivere. e poi, poi vivere.(...) da "la canzone della bimba portoghese. guccini.
22nd January 2004
3:32pm:
riecceziono.  sono andato in fissa per cassia eller. un cd venuto con mio fratello dal brasile. da paura.  link: http://www.abordo.com.br/rockbrasilia/reportagens/cassia01.htm
2:00pm:
ecceziono. perchè io non ho visto questo film? perchè? non è uscito? e perchè non è uscito? non l'avrebbero visto che in pochi? e perchè non l'avrebbero visto che in pochi? è uscito? ah, è uscito? ah. e perchè non m'hai avvertito? m'hai avvertito? ah. va bene, ma perchè io non ho visto questo film?  e lei in questa citazione da betty blue? eh? a me mi piglia troppo. capisco che sembro disturbato, e magari lo sono, ma sarà l'assuefazione alla normalità; sarà che la normalità richiede dosi sempre più forti; sarà quello che sarà, ma a me sta fota mi dice le cose mie.  vabbè, cerco il dvd.
10:33am:
nessun penZiero d'amore. titolo.gli americani andrebbero letti in lingua originale. certo, ci sono buoni traduttori, ma per me alla fine un libro tradotto è un'altra cosa rispetto all'originale. prendi il titolo "no love songs", tradotto in "niente canzoni d'amore". manco per il cazzo, rinuncio al plurale e metto "nessuna canzone d'amore."; cazzo vuol dire niente canzoni d'amore? fa schifo, sembra russo. e allora ti dici: metti già che il titolo è così cazzo leggo dentro? poi vabbè, io l'inglese lo spicco alla bell'e meglio quindi m'accatto il libro; me lo leggo; dico che m'è piaciuto e resto col dubbio di non aver colto robe di chinasky e magari d'aver pippologato su variazioni sul tema del traduttore. ma questo penziero non lo volevo scrivere. m'è venuto mettendo il titolo. non dovrei perdere tempo: devo metterne assolutamente altri due e al volo pure. io e io.[disclaimer: romanesco pessimissimo.]cazzo quant'è diverso oggi il quartiere. cioè, oggi: anni fa. ho parcheggiato la macchina del tempo, che m'ha prestata il dr. psycho, dove ricordavo ci fossero dei campi: è andata bene. nel suo studio, tappezzato da foto delle sue net-fiamme, il dr. ha impostato le coordinate spaziali ed ha fissato il 1988 sul cruscotto: oggi, cioè anni fa, sono qui. la gente mi guarda: in effetti con le nike air, nell'88, sembro un deficente, ma non ho tempo: devo incontrarmi. il dr. ha rotto le palle per ore sulla pericolosità d'un simile evento, ma io l'ho zittito: meglio crepare che non provare a sbancare il lotto, potendo. non che fosse un argomento convincente: l'ho convinto dicendogli che con i soldi gli avrei comprato un ciclotrone verde mela nuovissimo interni in pelle rossa: li conoscete voi gli scienziati, no? ecco. mi faccio la via con un sorrisone nel rivedere il vecchio bar Stella, con i tossici in attesa; la pizza al taglio con la pizzettara bbona, la sede del partito che non c'è più. il partito, non la sede, quella c'è ancora. la strada è piena di panda, 127, 127, fiat duna. non c'è il casco, in compenso ci sono una marea di sì e di vespette. erano belli gli '80. prendo la traversa. mi vedo, sul muretto. io mica me lo ricordavo che faccia da cazzo c'avessi in quegli anni. pure gli orecchini, quattro. i capelli alla moicana. gesù che testina di cazzo. m'avvicino. sono in un gruppetto, non io, io ggiovane. "scusate regà...". si voltano tutti, accenno a me: "senti te devo dì 'na cosa, poi venì n'momento?". "de che mme devi dì?". dio, dicevo 'ste cose coatte tipo mettere "de che" davanti ad ogni frase. io già mi odio. "no, niente, 'na cosa... ma nun me riconosci? nun te ricordooo...". "ma de che.". ma de che? a me? 'sto pischello? io mi sa che m'ammazzo. c'appartiamo. secondo me penso che sono frocio. io giovane mi sa che mi sono preso una roip: troppo un deficente. "allora, te sarà difficile da crede', ma io so' tte e vengo dar futuro...". io ggiovane rido. si volta: "'a regà...", io ggiovane mi rivolgo ai miei amici ggiovani. toh, c'è pure er roscio, 'mmazza quant'era bbrutto pure da pischello. "'a regà, quesso dice che viè dar futuro! hahahah". "cazzo ridi deficente" gli dico a voce bassa, "c'arricchimo, te passo i numeri der lotto...". "hahaha, 'a regà, me passa i numeri der lotto...". ridono. quelle bestioline ridono. ride pure er roscio che mo' vado lì e lo smandibolo a pizze. "ma allora nun voi capì, me stai a sentì, te passo...". io ggiovane faccio la faccia cattiva: "ma de che mme devi da sentire?!? 'a bello, ma falla finita sinnò po' esse pure che te faccio male.". non ci vedo più dalla rabbia. 'sto stronzetto. "senti, io so' paziente", gli dico, corrucciando lo sguardo, "ma te...". manco ho finito la frase che mi parte di capoccia. cristo. m'ha fatto male. non ci vedo. mi piazza una ginocchiata al fegato. cattiva. casco in terra. si ferma. bene, sempre stato stronzo, io, ma infame mai: uno a terra non si picchia. s'allontana. resto lì per un po'. quindi m'alzo. me ne vado. io dargli soldi a quella merda? mai. se li mangerebbe tutti a droga nel giro di cinque anni. magari ci creperebbe pure, ammazzandomi. me ne torno scazzatissimo alla macchina del tempo. ci riprovo con mio fratello? boh. adesso non vedo l'ora di andarmente da 'sto quartiere di mmerda, magari più in là. ecco, questa di volermene andare è una cosa che c'ho in comune con l'io ggiovane, quello stronzo. risalgo sulla macchina, mi leggo gli appunti che m'aveva dettato il doctor e che m'ero appuntato sul palmo della mano. schiaccio i bottoni. sono di nuovo nello studio del dr. "allora?", mi chiede. "de che è 'na merda.", dico. il doc se la ghigna, ma è discreto e non mi chiede nulla. esco fuori. bella la nuova panda. gli '80 sono una merda. gli amici degli amici.è successo questo. gli amici iragliani hanno chiamato gli amici silverini. parlo di anni fa, eh. li hanno chiamati e gli hanno detto: sentite, c'è modo di fare parecchi soldi. come? hanno chiesto i silverini. così: noi portiamo un po' di grosse aziende da voi, poi ce le mangiamo quì da noi ma voi le coprite attraverso le sedi da voi con le vostre banche, noi copriamo le vostre banche facendo spingere i vostri titoli dalle nostre banche, poi voi dite che andate falliti, tanto siete un paese che sta sempre lì lì, e ci siamo mangiati, alla fin fine, i soldi dei nostri rincoglionitissimi concittadini, e voi pure ci mangiate, con tutto 'sto giro. chi ci rimette sono quelli delle aziende, ma ci lasciamo un paio di imprenditori paesani come capri espiatori, cioè capri colpevoli ma non colpevoli di tutto. bene, hanno detto i silverini, ma poi come li ritroviamo i soldi, che sennò ci fanno una guerra che non finisce più. gli iragliani hanno detto che occhei, poi occorreva ritrovarli, c'avevano pensato. li avrebbero messi sempre i loro concittadini, no prob, avrebbero smantellato un po' di reti di narcos per fare posto ad un nuovo traffico che avrebbero gestito loro. ficata, hanno detto i silverini. è una storia di fantasia. i riferimenti ai fallimenti di industrie con interessi in sudamerica, il collasso dell'argentina, il consumo di coca aumentato dell'80% sono solo spunti, non c'entrano con queste mie pippologiche fantasie. asphalto2.esiste asphalto2. è bellissimo. Sua Eccellenza PGCD è un fottuto geGnio. questo post doveva andare lì, però oggi è giù e tant'è. è giù per colpa di berlusconi, ovviamente. asphalto.org, per chi, sfortunatamente, non lo conoscesse.
20th January 2004
1:52pm:
50 informazioni inutili. 1. sono in un momento piuttosto fragile della mia esistenza da almeno 34 anni. 2. una delle mie pochissime amiche mi ha nel tempo definito: tossico, pervertito, inaffidabile, pazzo sul serio. 3. credo nell'uno ma non lo vado più a trovare da anni. 4. l'unico essere al mondo con cui parlo liberamente dei cazzi miei è la mia ex. 5. ceno una volta a sett con mio pà e una con mia mà, almeno una volta ogni quindici giorni vado a trovare mia nonna. 6. dipingo delle cacate pazzesche che non ammetterò mai come tali. infatti questo punto è falso. 7. non esco mai fissandomi un'ora per il rientro. 8. non conto le sigarette, i bicchieri ed il resto. 9. credo d'aver fatto quello che mi pare da almeno vent'anni a questa parte. 10. gioco al superenalotto tutti i mercoledì vergognandomi moltissimo. 11. se non facevo quello che facevo ero morto o militare. 12. c'ho sempre sonno anche se non sembra. 13. dall'ultima storia ho deciso di non lasciarmi più volare via col vento. accettandone le conseguenze. 14. a volte persone mi raccontano cose di me che non ricordo affatto e delle quali mi vergogno a prescindere. 15. a nove anni ero nello studio di un noto psichiatra romano perchè non parlavo e me ne stavo zitto per i cazzi miei. adesso tocca spararmi per farmi smettere di ciarlare. 16. amo un patchwork di donne che ho avuto con lo stesso atteggiamento dei romani antichi coi penati. 17. vado piano in auto a meno di non avere una punta. 18. ho fatto sei grossi incidenti in auto distruggendo, appunto, sei auto senza mai farmi niente. 19. il sabato dormo a oltranza mentre la donna spiccia e spesso la poveraccia dopo aver bussato dieci minuti se ne va senza rifare la camera da letto. 20. ho un balcone con 4 camelie, 3 gelsomini, due rose selvatiche e delle piantine di viole. e sono vive da maggio. questo significa molto per me. 21. sudo un casino nel sonno, in certi periodi. 22. la prima cosa che faccio appena mi sveglio è accendere una siga. 23. preferisco la pepsi alla coca. 24. quando rientro a casa dopo una seratona la prima cosa che faccio è una doccia. anche se non ce la faccio proprio. 25. c'ho un'insana passione per asia argento. m'è passata quella per la santacroce. 26. il cd di gianna nannini è l'unico che sta sempre nello stereo che ha 3 cassetti. 27. una tipa che si chiamava natalia m'ha regalato la mia prima cassetta di guccini, ed è lei che ha la mia copia di pompeo. 28. il mio lavoro non mi piace. ma paga benino per cui me lo tengo. 29. non timono mai perchè lo trovo pallosissimo. 30. vado in fissa, contrariamente ad ogni raziocinio, per le tipe delle storielle estive. però ho imparato a trattenermi. 31. sotto naja io ed un altro mangiammo una mortadella sana in una giornata di corvee cucina. 32. una volta mi sono incazzato con clo è per non ammazzare lei ho distrutto gli interni della macchina. 33. la mia casa più bella è stata la più brutta. 34. la più grande sòla della mia vita si chiama stefania e sta insieme alla mia nemesi. 35. più si strilla più abbasso la voce. 36. posso stare seduto a guardare il muro per ore e ore e ore. 37. odio tutto. 38. parafrasando guevara: la mia donna ideale ha saputo diventare una dura senza perdere la tenerezza. 39. snoozo almeno 5 volte la mattina. 40. parlo nel sonno, a volte, sopratutto se non ho fumato. 41. faccio sogni brutti, spesso, ma se fumo no. 42. mio pà, dandomi ripe di mate, mi disse che non potevo essere figlio suo e ancora glielo rinfaccio [simpaticamente]. 43. ho fatto tre volte il secondo scientifico, poi sono andato al cine tv. 44. un giorno rientrando a casa m'hanno dato una botta in testa. 45. so un sacco di cose che è inutile sapere e mi mancano le basi circa norme comportamentali ovvie. 46. adoro i cani. 47. andavo a cavallo, poi ho smesso. tiravo con la pistola, poi ho smesso. ho fatto un pacco di sport che ho smesso. smetto tutto tranne certe cose. 48. lasciai il giorno di san valentino una delle donne che ho più amato, cercato, desiderato. il perchè non lo so. rimanemmo coi regali in mano. il mio, un pop swatch giallo, l'ho perso sotto la cascata di saturnia. 49. queste info non servono a nulla. 50. la gallina canta.
11:23am:
mai dire noi. nessuno stava bene. nessuno avrebbe detto, in confidenza, di star male nel corpo e nell'anima. come una sorta di pudore, quasi decenza: profondamente stonata sarebbe apparsa ogni lamentazione. per questo sorridevano. per questo parlavano di banalità: pettegolezzi; battute sceme. parlavano per non dire: le cose da dire le avrebbero ripetute a loro stessi nelle notti a seguire, come in quelle passate: quando i rumori in casa sono amplificati dal buio; quando il cielo diventa scuro; quando in bocca s'ha solo sapor d'elettrico. ogni luce s'accende e sto bene davvero. nel rumore caldo d'un altro disco bar. anche il drink m'è accettabile nel suo essere acquoso. e stanotte si fermi a dormire da me. c'era un punto fondamentale: mai dire noi. individui che s'accompagnavano ad altri individui accomunati più dalla strada che non da elettive affinità. [non si scelglie, l'amicizia]. ognuno faceva da solo il suo percorso, insieme agli altri. ogni tanto qualcuno spariva, ma poi, la settimana dopo, ti presentavano una faccia nuova [tanto nuova da sembrare già vista.]. ognuna di quelle sere sembrava sempre di più una boccata d'aria dopo una lunga apnea: aria buona o aria cattiva poco conta: aria: vita. la conosco e lui no, oppure forse è il contrario. mi distende il sintetico di questo sofà. accartoccio la lingua parlando del vento. devo avere uno degli occhi che è chiuso di più.lunghe serate che terminavano coi primi canti degli uccelli. [fa schifo il canto degli uccelli: fa ribrezzo.]. livide albe invernali. quelle albe con l'asfalto che riluce, plumbeo e bagnato, delle luci delle auto e dell'illuminazione pubblica che ancora nel giorno si portano dietro la notte. non si parla a quell'ora se non per dire "vai piano". quasi che non si preferisse finire in quell'alba: quasi che sia preferibile al nulla il vuoto. erano strani. si congedavano velocemente. l'ultimo guidava fino a casa sua cercando di procrastinare ogni penZiero. tiro su con il naso e mi giro di scatto. rotolando del ghiaccio meno freddo di me. troppo spesso m'appunto un pensiero sul petto. troppi aspetti diversi da dividere in sei.e dire che c'era stato un tempo in cui si cercavano a tastoni porte nel muro. in cui si parlava di ogni più intimo affioramento dell'anima. in cui verità sbiascicate venivano affettate con macellaio razionalismo. poi s'era cominciato a lasciare il giorno all'altrui minimalia. e si ritornava sè stessi di notte, ma senza alcuna umanità. stronzi, credo sia la parola che meglio li definisse.
19th January 2004
12:36pm:
di alcun interesse, ma. invito un po' d'amici a casa. compro fiore sardo, pecorino stagionato, marzolino, uno di capra stagionato, emmenthal. poi cotto. il boss porta un lonzino e il miele. tutto sul tagliere e sarebbero gli antipasti. poi compro quattro gallinelle, o forse da voi li chiamano capponi. sono dei pesci che sembra abbiano il becco, sono sul rosso e la pasta ci viene da dio. metto mezzo spicchio d'aglio con l'olio in pasella, poi dopo un pochino lo levo e ci metto una cipolla tagliata a pezzetti e ci faccio rosolare i pesci bagnandoli con il vino bianco, rigirandoli. quando sono cotti li pulisco e li metto in una ciotola, poi passo le lische le teste ed il liquido di cottura al passapatate e metto nella ciotola, lo giro piano per non *sfragnare* troppo il pesce. questo sarebbe quella che io chiamo base, visto che sono un grandissimo cuoco. poi sbollento i pomodorini, li pelo, li metto in padella con l'olio, e dopo venti minuti aggiungo il contenuto della famosa pentola. cuocio ancora solo per amalgamare. vabbè, poi gli spaghetti, n°12 della de cecco, un po' di prezzemolo e amen. due bocce di vermentino. due di rapitalà. una di falanghina per l'aperitivo. due berlucchi. un glen grant più sei latitne di coca. un pezzone di torrone sardo. un pandoro. non è rimasto niente. tant'è.
14th January 2004
1:27pm:
anacleto. anacleto è il mio nuovo amico. è immaginario, vabbè, ma cosa cambia? ieri sera è apparso tra me e la tv. m'ha preso un colpo. anche perchè veste dolce&gabbana e non è un bel vedere. certo, con cavalli andava peggio, certo. poi s'è presentato, m'ha detto che 'ste cose non sono col preavviso e amen. io gli ho detto che preferivo un'amichetta immaginaria e se potevo cambiare; m'ha risposto: "sE, vabbè, e 'na fettina di culo?". insomma anacleto è simpatico e racconta belle storie. però se era femmina era meglio.m'ha raccontato anacleto che un giorno rientra a casa. posa soprabito e valigetta, si spoglia, va al cesso, si sciacqua mani e viso, entra in camera e s'infila nel mucchio di coperte del suo sfattissimo letto. mentre con le chiappe si fa strada nel groviglio di cotone e lana, alla ricerca di una posizione comoda, sente, con la chiappa destra, qualcosa che cotone e lana non è. è pelle. umana, non un cuscino rivestito di. cazzo. gli piglia un colpo. allunga una mano e s'accorge che c'è qualcuno nel letto. qualcuno che lo aspettava. che adesso gli si accosta. panico. quel qualcuno cerca di acchiapparlo, stringerlo. allunga le braccia a cingerlo. anacleto si ribella, combatte. il groviglio di lenzuola e coperte gli limita le iniziative d'autodifesa, ma lui combatte. lotta. nel buio sente l'altra presenza ansimare nella lotta con sbuffi che si mescolano ai suoi. per un po' anacleto va sotto, poi riesce a mettere spalle a terra l'avversario. finalmente vince: immobilizza il nemico, che dev'essere alto un paio di metri e con una prestanza fisica notevole [anacletto c'ha la panza e fuma un casino, pertanto alla lunga gli sforzi lo stroncano], lo immobilizza, libera una mano e la chiude a pugno per scaricarla, con un micidiale gancio destro, sulla faccia [dove dovrebbe essere la faccia.], dell'intruso. ritiene, dal contatto, d'aver preso lo zigomo, dove questo incontra l'arcata dentale superiore sinistra. nel colpo sente d'essersi rotto un ossicino del metacarpo, tanta la forza con cui ha scagliato il pugno. l'avversario mugula di dolore, anacleto ha un gemito di vittoria. piazza altri due colpi col destro. quindi la luce s'accende. voci che dicono: "sopresa". anacleto vede le facce dei suoi amici sorridere. li vede continuare il sorriso mutando, però, lo sguardo: da occhi divertiti ad occhi terrorizzati. sente che qualcuno ferma frasi a metà: "tanti augur..."; "e mo' te la lasciavamo scop..."; "se non facciamo noi mi sa che t...". nel letto, sotto di lui, coi denti sparsi sul cuscino e semisvenuta, una nigeriana. anacleto pensa una parola che poi però in realtà sono tre: "opporcatroia.". da 'sta cosa, m'ha spiegato anacleto, bisogna trarre una morale: non è vero che una volta imparato ad andare in bici basta rimontarci su e amen. io ho fatto una faccia intelligente ed ho annuito con gravità. ma mica l'ho capito. poi s'è messo a farsi una spremuta ed io mi sono finito di vedere il film.
13th January 2004
10:36am:
amoruso al buio coi cazzi suoi. amoruso disse "buonanotte.". chiuse gli occhi, supino. cominciò a misurare a grandi passi le buie stanze dei suoi propri spazi. avanti e indietro e ancora avanti. ci sono posti dove il buio è parte di te, ed è nero tendente al blu. stanze. buie. riaprì gli occhi. la fluorescenza verdeacido dei numerini della sveglia disegnava il suo profilo sulla parete: tentò per almeno tre volte a girarsi velocissimo per vedersi in silhouette. alzò le mani e fece le miche e ne osservò le ombre darsi battaglia: due papere impazzite. "che palle.", pensò smettendo. richiuse gli occhi. si mise sul fianco. riaprì gli occhi. guardò i numerini che non gli significarono nulla. li fece cambiare per un po'. quando, dopo che l'ultima cifra aveva rotolato abbastanza, anche la penultima accennò un passo di mazurka lasciò cadere le palpebre. cercò a tastoni i confini del cervello, non li trovò dove avrebbero dovuto essere. continuò per un po' a camminare cercando di mantenere la linea retta. giunse nella zona che dà dolore e si ritrasse. cercò le stanze del sesso ma senza voglia né convinzione. andò a visitare gli altari degli amori passati, presenti, futuri. cambiò l'acqua ai fiori, sostituì i ceri. riaprì gli occhi. con uno scatto scostò il piumone e s'alzò in piedi. accese una sigaretta dopo aver rintracciato per terra l'accendino. andò in bagno, accese la luce. vide il tipo allo specchio e gli fece una faccia punkettara. diede qualche boccata, buttò la siga nel cesso, spense la luce e si reinfilò con un brivido a letto. occhi spalancati. li chiuse. li aprì. li chiuse di nuovo. continuò nell'oscena ripetizione aspettando che la sveglia suonasse. suonò. la lasciò suonare per un po'. poi la spense. s'alzò, s'accese una siga e disse "buongiorno.". era un nuovo giorno. da prendere di petto. amoruso però si sentì preso per il culo. haiku matematici. come il faro è per i marinai nella tempesta. riposo oggi nei tuoi baci d'ieri sera. taratazumpa zumpa zumpa zumpappà taratasempre.
12th January 2004
2:02pm:
oceano auguri baricco mare. prologo.su abissi di desolazione, le vele gonfie d'urla, navigano brevi esistenze.valigione cambusa: 5 kg pasta; 6 vedove; un glengrant; un glenlivet; olio sasso. pesa, al check in, 40 chili. scalo a parigi. a notte atterriamo a guadalupe. solo io parlo [parlo?] francese. il taxi gira per ore fino a sbattere per caso nella marina di point pierre. la barca non è quella prevista, ma è decente. prendo la cabina di poppa a dritta. stappiamo una vedova. din din din din. la mattina attraversiamo il canale e siamo a nord dell'isola. destinazione antigua. siamo in una flottiglia di undici barche. e imparo: un conto è il mare; altro conto è l'oceano. nuove consapevolezze. oceano e mare.l'oceano non sta mai fermo. c'ha sempre qualcosa da significare. si confonde, all'orizzonte, con le nubi: l'orizzonte dell'oceano non è dritto, va come cazzo gli pare. l'oceano parla un'altra lingua, non è mare. il mare è malinconico, l'oceano è rabbioso. anche quando è tranquillo, anzi, specialmente quando è tranquillo. il mare si veste la mattina. l'oceano non c'ha pace e c'ha un guardaroba di un miliardo di colori che cambia di continuo. colori che, peraltro, abbina così male da sembrare addirittura bello. l'oceano quando lo guardi hai l'impressione che sia lui a guardare te. e che ti veda. ti veda. ti scopra. ti spogli. e ti fa distogliere lo sguardo. fa paura l'oceano. e in notturna, quando non lo vedi e sai che c'è soltanto attraverso le sue moleste avances, fa ancora più paura. come un'amante che non conosci ai quali giochi t'abbandoni. e sono giochi pesanti. e sono dopo aver iniziato t'accorgi di non aver concordato alcuno stop. l'oceano è peso. e quando non c'è più manca. o forse, al solito, ti manchi te, te nell'oceano. marco nell'oceano coi penZieri suoi. il cuoco di bordo.al cuoco di bordo se gli chiedi che si mangia gli fai girare le palle. se ne sta sottocoperta con la barca che rolla e beccheggia con una pila di tre litri d'acqua bollente vicino: si lessa più lui della pasta. il cuoco di bordo si sgaRa le mani spesso: consuma più pietra emostatica lui di una barberia gestita da uno col parkinson. il cuoco di bordo un giorno cucina tre aragoste. vive. sentendosi malissimo e finendo per non mangiarle. dicono fossero buonissime, alla catalana. il cuoco di bordo alle cinque non fa il thè: fa le patatine fritte: la metà se le mangia lui. il cuoco di bordo si sfonda di maria e rum agricolo: non si fa fotografare perchè il mix gli dona espressioni da nosocomio di aversa. il cuoco di bordo per un po', una volta a roma, andrà a mangiare dalla madre. english harbour.antigua è un bel posto. barbuda non so. non ci siamo arrivati. abbiamo provato per tre giorni di fila a scapolare un capo che non mi ricordo come si chiamasse. forse capo 'e cazzo. motore rotto. poi vento avverso e un solo nodo tra vele e motore. barbuda alla fine diventa brutta. ad antigua il baretto è il mad mongoose; il locale è l'abracadabra; il ristorante non ve lo dico perchè guardando il conto m'è venuta un'amnesia. al mm c'è una barista pari pari a skin ma molto più dolce. roba da innamorarsi. ad un certo punto ripartiamo. notte. mare forza sei. [dico sei perchè sono modesto: era sette.]. continuavo a far cose mentre dentro lame di ghiaccio mi punzecchiavano il panico. poi mi rompo il cazzo e me ne vado in cabina con maria. dovessi crepare almeno crepo sereno. del resto il cuoco di bordo stacca con la cena. guadalupe.come fu come non fu s'arriva di nuovo a guadalupe. costa ovest. paesini bretoni ai caraibi. bere pastis con 28 gradi a gennaio. a guadalupe il mondo si spegne alle nove. bella costa. navigazione. poi il rientro. una serata al loolapallooza, di fronte al cheyenne: sono i locali di st. pierre. un barman che si ostina a strisciare benza di zippo sul bancone: cupe vampe. una splendida creola col foulard nero alla pirata sulla testa e due spalle. due spalle. belle. belle. curve perfette. colore perfetto. roba sulla quale morire. robe preziosei colibrì sono cose preziose. i pesci volanti sono cose preziose. le iguane sono cose preziose. gli albatros sono cose preziose. un isoletta piena di pezzi di corallo è una cosa preziosa. non so nemmeno se è vero che esistano o se me le sono sognate, 'ste cose preziose. rileggo oceano mare. leggo branchie. ci sono cose preziose come castelli di lettere. sciopero.sciopero dei controllori di volo. nell'aereoporto di parigi per 18 ore. esauritissimo sfanculo a vista. poi finalmente torno. passo dal tipo e mi chiudo a casa per i cazzi miei fino a stamattina. fatto duecento lavatrici. visto tanta tv inutile solo per brontolarci su. allineato caso parmalat: una settimana per farsi i cazzi suoi gli hanno dato. una settimana per nascondere il bottino. cos'è la magistratura italiana? dov'è? chi è? bisogna peccare in grande, perchè dio [e gli uomini] è inflessibile con i piccoli peccatori. dialogo minimo.- te sei esagerato, sei over. - ma chi sei? la mi' rEgazza? ahò, eh? - ... epilogo.sono tornato. alle cinquanta mail di lavoro. ai cazzi miei. ai problemucci miei. alla mia grigia triste borghesia malinconica. ho indossato un saio pesante sulla veste della mia pazzia. convenzioni. illusioni. ho telefonato. m'hanno telefonato. non dico che sia triste, o brutto, o che. ma scazza. scazza un casino. [ma, a me, in segreto e sottovoce, una notte l'oceano m'ha sussurrato un piano nuovo. un gioco nuovo.]
24th December 2003
11:57am:
bye bye, baby. il 26 sono 35. come paoli era sempre lì, nelle sue mutande, io me ne sto quì, nelle mie clark. un po' incazzato, un po' sclerato, un po' disperato. però me ne frega sempre meno. tipo quando a space invader la partita s'era troppo sputtanata e continuavi a giocare lo stesso confidando sul prossimo cannoncino. solo che non è detto ci sia un prossimo cannoncino. e allora la speranza s'inZinua. ma speranza di che? quello che voglio che l'ho o non me lo concedo. ci penZo. mi dico che il problema è sempre quello: che voglio? mi sembra di essere andato, poco convinto, con amici al ristorante. mo' sto seduto, ordino cose di cui non mi frega una mazza aspettando con ansia di andarmene a casa. solo che casa cos'è? natale mi scazza, sarà perchè c'ho il compleanno in mezzo. comunque, fino all'8 questo è lo stato dell'arte. il 27 me ne vado a fare un giro fico. a capodanno vi penZo. e niente pare, perchè io sto bene se sto male. cominciassi a svegliarmi pieno di GGioia mi preoccuperei: nel momento stesso in cui m'affezionassi a questo transito ucciderei me stesso. forza roma e tanti auguri. Di andare ai cocktails con la pistolanon ne posso piùpiña colada o coca colanon ne posso piùsignori un ultimo téil nostro porto di attracco non dà segno di sé.
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